mercoledì 27 giugno 2012

Stay Human


In genere odio le citazioni forzate e ancor di più odio osannare una persona "solo" perchè morta.
C'è una citazione però che adoro. Più che una citazione è un'esortazione, da ripetere e ripetersi ogni giorno.
STAY HUMAN,restiamo umani. Non dimentichiamoci della nostra natura sociale. Non dimentichiamoci che siamo tutti fratelli, che si sopravvive solo se si è uniti. Non dimentichiamoci dei valori fondamentali della nostra esistenza, la fratellanza appunto.
Ecco, oggi avrei tanto voluto gridarlo.
I fatti.

Metropolitana. Entra un ragazzo, avrà 30 anni. Spinge un passeggino con un bimbo dentro. In braccio (arrampicata su una spalla) ha un'altra bimba. Vispa. Gioca con delle macchinine immaginando chissà quale mondo fantastico. Il padre blocca il passeggino e fa scendere la bimba che diligente ma pur sempre bimba inizia a giocare con le macchine inventandosi una pista tra il pavimento e i pali di sostegno della metro. Non c'è troppa gente quindi il padre può star tranquillo e prendersi 30 secondi di riposo.
Stazione di Loreto, scendo subito dietro al ragazzo che ha di nuovo raccolto la figlioletta su una spalla e con la mano libera spinge il passeggino (con un po di borse sopra). A Loreto si cambia metro, si passa dalla rossa alla verde. E così il fiume di gente con passo spedito va verso l'altro binario. Ad un certo punto ci son due rampe di scale da fare. Mentre scendo penso al papà, mi giro per vedere se ha bisogno di una mano e vedo che c'è un altro ragazzo camicia e occhiali da sole che -quasi sbuffando- gli sta dando una mano. Ok.
Mentre scendiamo sentiamo arrivare il treno. Accelero un po e arrivo giù, il treno sta rallentando. Mi volto e vedo il ragazzo camicia e occhiali da sole che a passo spedito esce dalle scale e va verso il treno. Dopo di lui tante altre persone. Ragazzi, donne, mamme, tutti corrono per non perdere il treno.
Del povero papà col passeggino nemmeno l'ombra.
Mi affaccio sulle scale e lo vedo in cima che cerca con una mano di sollevare il passeggino e con l'altra di tenere a bada la piccola automobilista. NESSUNO, nessuno si è fermato. Il treno sta ancora rallentando. Salgo di corsa, prendo il passeggino da giù e insieme scendiamo. Lui non sa come ringraziarmi. Arriviamo giù che il treno ha appena chiuso le porte.
Se il ragazzo non l'avesse lasciato a metà scale avremmo fatto tutti in tempo.
Ma il treno arrivava e non si può aspettare il prossimo.

Fa niente lasciare un'altra persona nei guai.

Il tempo è denaro.

Il prossimo treno arriva dopo un'eternità BEN 3 MINUTI! E si sa..tre minuti sono vitali.


P.s. Cambierebbe molto questa storia secondo voi se vi dicessi che il papà era marocchino?